Curiosità e ricerche personali #1:



È un cactus, si chiama Echinocactus grusonii ma, per lo meno in Italia, è noto come il “cuscino della suocera”. Soprannome che nasce dal suo aspetto apparentemente innocuo e dalla sua somiglianza con un porcospino: di forma tondeggiante - tanto che un altro dei suoi appellativi è “palla d’oro” -, è ricoperto di aculei, ha dimensioni notevoli - in natura arriva fino a 90 centimetri di diametro, in casa si ferma a 70 - e, compiuto il 12esimo anno d’età, regala fiori gialli dall’aspetto cotonoso. 
Insomma, come le suocere, è apparentemente innocuo, all'occorrenza pungente, ci mette un po' (di anni) prima di sbocciare, ma se lasciato tranquillo non dà fastidio a nessuno. Anzi, è una pianta d'appartamento.

Alcune proprietà tecniche ed accorgimenti:

  • Esposizione: come le altre varietà di piante grasse o succulente anche il Cuscino della suocera ama una posizione luminosa e soleggiata, con una semi ombreggiatura estiva, nelle ore più calde del giorno per evitare dannose scottature. Tollera bene il freddo e resiste anche a temperature a fino a -5 °C.
  • Terreno: predilige il terreno ben drenato, costituito da terriccio universale mescolato a sabbia o lapillo.
  • Annaffiature: va annaffiato raramente e solo a terreno completamente asciutto.
  • Concimazione: nel periodo primavera – estate, ogni 15 giorni, fornire del concime specifico per cactacee povero in azoto (N) e più ricco in potassio (K) e fosforo (P), prima delle annaffiature.

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